Sono assorta nei ricordi di ieri sera. Stesa sul letto, ho deciso di prendere il computer e iniziare a scrivere. Stavo giusto pensando a quando Claudio mi ha detto sottovoce: "Ti prego smettila di passarmi vicino e di toccarmi.. Potrei fare cose stupide." Quanto avrei voluto passargli affianco altre 30mila volte finché non prendeva e mi saltava addosso. Ma ho eseguito i suoi ordini. Verso le 3 e mezza, gli ho chiesto se poteva portarmi a casa. Mi rispose di si. Gli promisi che sarei stata brava e che non l'avrei toccato. Rientrai ed Ele si mise a limonare con Patrick. Li volevo lasciare "soli" e sono uscita, sedendomi sul solito muretto vicino a Claudio che parlava con la solita ragazzetta di turno. Sarò stata fuori un 15 min, quando rientro, trovo Patrick da solo. "Dov'é Elena?" "È arrivato uno, il suo ex credo, Manuel, che si é incazzato tantissimo. Ancora un po' e mi menava.. l'ha presa e l'ha portata da qualche parte!" Sentii la rabbia salirmi dappertutto. Odiavo Manuel. Ele era stata con lui per 6 mesi, in cui lui le metteva tutte le corna possibili ed immaginabili. Lei si é innamorata, e tutto quello che diceva o faceva lui: era oro. Era intoccabile. Lo lasciava ma poi gli scriveva "Non sai quanto mi manchi amore", le notti che lei era ubriaca lui ne approfittava e se la limonava apertamente, lui le imponeva di non poter avere altri uomini, le dava della troia, e lei... Niente. Non reagiva mai. Lo detestavo. Se avessi potuto, l'avrei anche ucciso. Mi misi a cercarla come una forsennata. Chiedevo a tutti, e tutti erano troppo ubriachi per capire. Il sabato sera ha un brutto effetto sulle persone nella nostra città. La cercai per circa 30 minuti, quando poi decisi di fregarmene. Voleva stare a parlare con Manuel? Cazzi suoi. È grande, grossa e vaccinata per fare le cose di testa sua. Mi accollai al gruppo di Gabri e tra un sorso di un drink e un sorso di un altro, iniziai a sentire tutto quello che avevo bevuto durante tutta a serata. Mi diedi un contegno e mi misi a ballare vicino a Gabri. Gabri mi disse che lui ed Ele avrebbero dovuto parlare, ma lei era sparita. Gabri lavora di sera al Lido della città, dove io lavoravo di giorno a inizio estate. Assomigliava terribilmente a Luca, un ragazzo di Como che ormai definisco "scopamico". Gabri mi piacque subito. Aveva un non-so-che di molto arrapante. Una sera, un giovedì per precisione, presentai Ele a Gabri e al resto del gruppo dei miei colleghi. Quella notte stessa, Claudio mi offrì un passaggio a casa, ma avendo la smart non sapevo come far tornare Ele, e chiesi a Gabri se poteva portarla lui. Ele decise di fare un after party a casa sua ed invitò un po' di gente da lei. Uscimmo verso le 5 e 30, Ele se ne andò con Gabri e altri e io con Cla. Quella notte/mattinata con Claudio fu fantastica. Quando mi riportò a casa di Ele, non volle rimanere. Entrai in casa e trovai Gabri sul divano mezzo nudo, Ele in reggiseno e mutande. Mi disse che gli altri se ne erano già andati e che ero stata in giro 3 ore. In effetti erano le 8 circa. Neanche il tempo di sedermi sul divano, che notai il succhiotto sul collo di Gabri. Ore dopo, quando lui se ne andò, lei venne da me e mi disse che ci aveva scopato e che era dispiaciuta perché piaceva a me. Le dissi che non me ne fregava niente. In realtà ci ero rimasta parecchio male, ma decisi di non rovinare un'amicizia per un ragazzo che conoscevo da 3 settimane neanche.
Ele non si trovava. Uscii con Gabri e gli altri, e davanti alla porta c'era lei che stava entrando. Uscimmo, scrissi a Claudio che lo aspettavo fuori e mi sedetti su un muretto poco distante dal locale. Patrick raggiunse Ele e le chiese se voleva andare a fare colazione con lui. Le dissi che non c'era problema che a me mi avrebbe accompagnato Claudio. Iniziò a dare di matto. "Non può accompagnarti lui, cazzo Alice ma te ne rendi conto? È vecchio! Non puoi farci nulla! Io non entro in casa tua se non ci sei tu, non esiste nemmeno." Le dissi che io sarei arrivata prima e di stare calma. Mi stavo incazzando. Continuò ad urlarmi addosso finché non feci finta di chiamare il taxi, le urlai: "Sei felice adesso? Ho chiamato un taxi! Ci vediamo a casa!" Lei se ne andò con Patrick. Io rimasi immobile fino a quando non girò l'angolo, dopo di che iniziai a correre verso Claudio che era già in macchina ad aspettarmi. Sotto casa, ci fumammo una sigaretta e iniziammo a parlare della reputazione che ho qui a Lugano. Mi disse che dovrei cambiare atteggiamento, dovrei uscire di meno, dovrei selezionare di più i ragazzi con cui vado a finire, ecc ecc. Le lacrime mi scesero automaticamente dagli occhi e lui mi strinse a se. Mi diceva che lui sapeva che io non ero quella che tutti dicevano che fossi. Lo strinsi più forte. Mi guardò negli occhi e gli dissi: "Io sono disposta ad aspettarti." "Mi dimenticherai." "Sarai tu che lo farai." "Io non ti dimenticherò Babymancini." Gli diedi un bacio sul naso ed uscii dalla macchina. Entrai in casa, poco dopo mi chiamò Ele, salii in casa anche lei, mi misi a letto e crollai nel sonno. Un'altra nottata finita. Un'altra giornata passata a dormire. Per fortuna é domenica e stasera i locali sono chiusi... Un po' di pausa ci vuole.
Marzapane.