sabato 11 settembre 2010


" C’erano cose che volevo dirgli, ma sapevo che dicendogliele avrei rischiato di perderlo. 

Così le seppellii e lasciai che mi logorassero dentro, distruggendomi il cuore. "

Buonasera.
Chiedo perdono per la mia assenza, ma in questi giorni, con l'inizio della scuola, sono molto incasinata, e avevo lasciato il pc a casa di papà. Bhe, ora sono tornata. I'M BACK! Yeah. Proprio in questo momento però non posso scrivere.. devo prepararmi per la serata. Stasera tanta roba a Lugano. Gran festa al Lido, festa privata con Dj Antoine al Mantegazza e Club1 per chiudere in bellezza. Claudio. Club1 = Claudio. Ieri gli ho dedicato una frase letta in un libro. Ve la scrivo nel prossimo post.

Marzapane.

domenica 5 settembre 2010

Ultimo weekend estivo. Venerdì 4, sabato 5. Finito tutto. Addio. Che poi fosse stato un bel weekend... Invece no, per niente. Un casino dopo l'altro. Giovedì sera, serata libera di Claudio, in cui si ubriaca e diventa molto affettivo, io non sono potuta uscire. Il che vuol dire che l'affetto l'avrà dato a qualcun'altra, il che é insopportabile da pensare. Ho sopportato e me ne sono andata a casa. Venerdì mattina scuola. Ho incontrato Alessandra, una vecchia compagna delle medie che ha "illustrato" a me ed Ele la nuova scuola. La gente, i professori, i posti, le regole, ecc ecc. Siamo state insieme tutte e tre, per tutto il pomeriggio a chiacchierare in un baretto del centro. Verso le 4 mi chiama Andrea dicendomi che stava arrivando Tia da Zurigo. Tia va in collegio a Zurigo e torna ogni venerdì pomeriggio. Allora mi incontrai con Andre, salutai Ele ed Ale, e andai verso la stazione. Andrea lo conoscevo da ormai 6 anni, se non di più. Ha un anno in meno di me, e dopo tutto questo tempo, posso dire di ritenerlo il mio migliore amico numero uno. In ogni caso: prendiamo Tia, io vado a casa e mi preparo per la serata. Mi raggiungono Ele ed Ale a casa mia, ci prepariamo e scendiamo. Andiamo un salto al bar e poi dirette al Club1. Claudio non c'era. Andiamo in cucina, Tia e Andre prendono una bottiglia di Havana e iniziamo a scolarcela tutti quanti. Continuavo ad uscire ma di Cla neanche l'ombra. Poi mi ricordai: Sabato mattina aveva gli esami. Mi misi il cuore in pace e tornai dentro. Incontrai Gabri fuori, gli chiesi se aveva visto Ele e mi disse: "È proprio qui dentro a litigare con Leo." Aprii la porta e vidi Ele urlare addosso a Leo: "Non ci devi provare stronzo! Vaffanculo! Vattene da qui che se no ti ammazzo!" Leo si incamminò di corsa verso la porta e uscendo mi diede una leggera spintonata con la spalla, mi girai e urlando lo insultai e gli dissi di sparire. Ele uscì incazzata nera e mi disse una frase che non avrebbe mai dovuto dirmi: "Mi ha tirato uno schiaffo quello stronzo!" In quel momento mi sono sentita l'adrenalina salire lungo la schiena e ho iniziato a camminare a passo veloce verso Leo. Mi guardò quando ero quasi a 5metri da lui ma mi sentii strattonare all'indietro e mi ritrovai bloccata tra le braccia di qualcuno. Era Andrea, che continuava a dirmi di stare calma che se no succedevano casini. Mi baciava. E mi ribaciava. Non ci facevo neanche caso, l'unica cosa che volevo in quel momento era prendere a pugni Leo. Ele stava discutendo con Tia, perché lui, innamorato perso di lei, le fa le scenate di gelosia. "Non puoi andare li e limonarti quel Gabriele di merda sennò lo ammazzo, non puoi farti mettere le mani addosso dai tuoi ex.." Ele non lo stava nemmeno ascoltando, glielo leggevo in faccia. Aveva solo voglia di andare ad ubriacarsi. Mi staccai da Andre, presi Ele ed entrammo. Incrociammo Alessandra che andava a casa con un'amica. La salutammo ed entrammo a ballare. Dopo poco Ele era con Gabri e io con Andrea. Andrea mi abbracciava, mi stringeva, fino a quando non mi disse che voleva stare con me. Si bloccò tutto. Lo guardai, e senza mezze misure gli dissi: "Ti farei solo del male. Non se ne parla." La prese malissimo, se ne andò e nonostante gli corressi dietro, non si fermava neanche a morire. Lo lasciai andare. Lasciai le mie chiavi di casa ad Ele e le dissi che lei sarebbe arrivata a casa prima di me. "Dove vai e con chi?" mi chiese. Le dissi a fare colazione. Uscii dal locale. Tia mi chiamò da un taxi. "Vieni da me." Non so che cosa mi prese, ma salii sul taxi. Andai a casa sua. Era una casa enorme e la sua stanza era quasi inquietante talmente era grande e bianca. Tentò di limonarmi, all'inizio andava ancora, ma dopo poco iniziò ad allungare le mani. Mi alzai bruscamente e gli dissi: "Tu sei uno dei primi che dice in giro che sono una puttana qui a Lugano. Bhe, se io fossi quello che voi tutti dite, sarei stata qui a farti di tutto. Buona notte." Uscii di corsa dalla casa e chiamai un taxi. Arrivai, porta, letto, boom: crollata.

Sabato sera. Quanto mi piacciono queste due paroline insieme. Sabato già mi piace di suo, ma sabato sera é proprio: wow! Ero a cena con mamma e due sue amiche, ci raggiunse Ele ed andammo tutte insieme al bar dopo cena. Ci raggiunsero Stefy e Nati. Stefy era una ragazza che frequentavo ai tempi di Nicolò. Lei era la fidanzata di uno dei migliori amici di Nico, e quindi me la ritrovavo spesso in giro. Negli ultimi mesi avevamo legato parecchio ed ero felice di vederla. Andammo tutte insieme al Club1. Claudio non c'era. Mi stavo incazzando. Non lo sentivo da giorni e giorni, avevo ancora il suo cazzo di regalo impacchettato sulla scrivania, e non vederlo mi stava facendo imbestialire. Tia, Andre e Boris, un altro del gruppetto, avevano il tavolo e ci avevano invitato. Arrivò la magnum di Belv che non so come finì in neanche un ora. La testa mi girava tantissimo, continuavo a ballare come una dannata e a cantare a squarciagola. Verso le 3, la situazione esplose. Andrea cercava di baciarmi, mi diceva che ha bisogno di me, che mi vuole, che io non sto con lui solo perché ha un anno in meno, e un altro ammasso di stronzate. Mi incazzai ulteriormente. Gli dissi che io sarei anche stata capace di stare con lui, ma che lo avrei riempito di corna da mattina a sera e che avrebbe sofferto come una cane. Gli urlai che lo adoravo ma che non si poteva avere una relazione. Punto. Si incazzò di nuovo e sparì. Ele verso le 3.30 decise di andare a casa per la stanchezza. Uscimmo io, lei e la Fede, una nostra ex amica di scuola. Ele prese il taxi e io e la Fede restammo fuori a fumarci una sigaretta. Intravisi Claudio tra la mischia di gente che voleva entrare. Mi vide e camminò verso di me. Gli chiesi degli esami, mi disse: "Male." e se ne andò. Bello. Se prima ero incazzata, ora ero incazzata e delusa. Un brutto mix. Rientrammo, e si fecero le 5. Chiesi a Sandro, il DJ del locale, se poteva portarmi a casa. Mi disse che non c'era problema. Salii in macchina e mi disse: "Andiamo a fare colazione da Sarelli." Sarelli era un ragazzo pieno di soldi che viveva nella bella zona di Lugano. Si era fatto tutte le più fighe della città e mi guardava sempre male. Gli dissi che non mi andava ma mi costrinse. Mi ritrovai in un salotto con gente in coma sui divani, un cumulo di fumo sopra le nostre testa, un odore pesantissimo di marijuana. C'era un certo tizio che continuava a strusciare la mano sulla mia gamba, e mi offriva da bere e la canna di turno. Gli continuavo a dire che ero già abbastanza in coma. Dopo 10 minuti non ce la facevo più. Scrissi a Claudio sperando che il tempo passasse. Gli dissi che ero a casa di Sarelli, che volevo sotterrare e che avevo paurissima essendo l'unica donna. Non rispose. Dopo 5 minuti mi arrivò un messaggio: "Esci." Salutai tutti e me ne uscii da quella casa alla velocità della luce. Arrivai fuori e vidi Claudio che mi aspettava. Salii in macchina. Gli raccontai del weekend e si incazzò. Disse che non dovevo andare a casa di Tia anche se non ci ho fatto niente, che non doveva portarmi a casa il DJ anche se non ci ho fatto niente, che non dovevo andare a casa di Sarelli anche se non avevo fatto niente, perché alla gente sarebbe bastato: "La Mancini é andata a casa di tizio con caio" e da li sarei stata una puttana. Mi misi a piangere, fermò la macchina e mi strinse a sè. Mi prese il viso tra le mani, mi baciò il naso, e poi mi baciò. Era da troppo tempo che non lo baciavo, e in quel momento mi sentivo leggera come una briciola di pane. Restammo li per un buon 40 minuti, anche solo a guardarci negli occhi e dirci "stronzo", "stronza tu... é colpa tua!" Ad un certo punto mi disse la solita frase del: "Metti che noi due facciamo l'amore. Bello, fantastico. E poi? E poi cosa?" Lo diceva spesso, allora io gli dissi che mi ero imposta di attendere i miei 18 anni, e che così avrei fatto. "Io aspetto marzo del 2011. Se ci sei, ringrazio il cielo, se non ci sarai, sti cazzi. Io ti aspetterò Claudio, lo sai. Lo dico, lo ripeto e lo ripeterò ancora. Io ti voglio. Ora non si può? Si può solo quando sarò maggiorenne? Aspetto." Dopo questa frase non disse nulla. Si limitò a baciarmi e dirmi: "Mancini ti voglio davvero bene." Arrivati sotto casa, scesi dalla macchina, mi appoggiai al suo finestrino, lo baciai e lui mi disse: "Marzo Mancini... Marzo." Sorrisi, e andai in casa. Mi addormentai con le lacrime agli occhi e un sorriso da 360 denti.

Marzapane.

mercoledì 1 settembre 2010

È finito agosto. È finita l'estate. Settembre: scuola, intrugli di persone, litigi frequenti. Uffh. Ci si dovrà adeguare ed aspettarsi il peggio. Quest'anno sarà duro, ma saremo in grado di superarlo. Sto per andare a Como con Ele. Ho scritto a Max, anche se so che non dovevo, se voleva andare a bere qualcosa. Non ha risposto, ovviamente. Sti gran cazzi, io sarò a Como. Ci vedremo con Gabri. Penso a Claudio. Passo la notte al telefono con Tia, un mio caro amico da ormai 3 anni, per cui sotto sotto provo qualcosa da sempre. Ho un po' un casino addosso. Claudio, Tia, Max, Gabri, Nico, Luca. Tutti nomi che si intersecano nella mia vita di tutti i giorni. Devo fare qualcosa. Devo darci un taglio. Devono rimanere Claudio e Luca. Tutti gli altri devono sparire. Cheddiamine! 12.05, devo uscire. Il bus che mi porta in stazione arriva tra pochi minuti. Claudio. Claudio perché non ti fai sentire? Devo scrivergli. Quando torno da Como gli devo scrivere, per forza. Oppure domani. "Pranzo?" Si domani gli chiedo di venire a pranzo con me, così gli do i regali che ho sulla scrivania da giorni, tutti impacchettati e carini.



Marzapane.
The worst thing you've ever done, 
the darkest thought you've ever had, 
I will stand by you through anything.