Coddao se ero depressa nei miei vecchi post !
ahahahhahahaha
Adesso cambiamo giro con la Pèèèèèèèènticsh ! :D
TU ME VUELVES LOCA.
domenica 3 aprile 2011
lunedì 8 novembre 2010
Relazione, delusione e dichiarazione.
Mi sono messa con Christian, mio migliore amico da 6 anni.
Ha un anno in meno di me. Hanno iniziato a dirmi: "È innamorato di te. Non eri tu che dicevi che vuoi metterti la testa a posto? Vai!"
Si fa di coca con Pao. (Pao é un ragazzo particolarmente ricco della Scuola Americana, con cui ho anche scopato una volta. Avevo una cotta paurosa per lui da anni.) Chris si é limonato il peggio di Lugano. (tra cui le mie peggiori nemiche: Diane, Marianna, Chantal.) Esce tutti i weekend e beve molto. Non é affettuoso, per niente. E, problema più grande di tutti: non riesco, e sottolineo non riesco, a fare qualsiasi cosa sia oltre la pomiciata con lui. Non so perché. È così e basta. Non si fino a quanto possa durare questa storia. Ma ho una gran paura di fargli del male. E sono terrorizzata all'idea di perderlo.
Domenica 31 ottobre, notte di Halloween, ho festeggiato al Qube. Ero al tavolo con Chris, Andre, Pao, Ste (tutti amici di vecchia data a cui sono molto legata), Ele, Stella (la mia altra migliore amica), Vale e Carlo (gli altri componenti del mio gruppo).
Al tavolo affianco c'era Gabri. Con Luca. Con... solo a pensarci sto male... con Max.
Luca. Il mio Luca. Con Max. Quel Max. Il Max tanto fumo e niente arrosto.
Per tutta la serata mi sono sforzata di non cagarli, di divertirmi per conto mio, ma quando Chris se n'é andato, Max mi ha chiesto di andare di sopra in sala fumatori.
Mi sono seduta accavallata su di lui. Lo mordevo: l'orecchio, vicino alle labbra, il naso. Continuava a dirmi: "Baciami." e io gli dicevo che non se li meritava, che lui continuava a paccarmi, che io ci tenevo davvero a lui, e che avrei veramente provato ad avere qualcosa di serio con lui, ma che magari io non significavo abbastanza per lui. Mi baciò. Di forza. Mi prese dietro la testa, con le dita incastrate tra i capelli e mi spinse a sè. Non riuscivo a staccarmi. Non ne avevo le forze. Non so quanto durò, ma ad un certo punto mi staccai. Mi alzai e corsi via. Non se lo meritava. Per niente! Cazzo! Quante volte: "Vengo da te" e non l'ho mai visto, quante volte "ti adoro" e nessuna dimostrazione. Troppe. Io non sono qui a fare la bambolina di turno. Cazzo! Me ne andai nella lounge a fumarmi una sigaretta. Mi raggiunse.
Si tolse una catenella dal collo con un ciondolo ed un anello, strappò una delle mie collane con un campanellino, ci infilò l'anello, si rimise la sua, e mi mise la mia con il suo anello attaccato dicendomi: "Una promessa é una promessa. Ti adoro." Non dissi parola. Non ebbi neanche il coraggio di battere le palpebre. Stetti li, un buon 30secondi. Immobile. Arrivò Ste strattonandomi dicendo di andare al Club1.
Una settimana dopo. Di Max, neanche un'ombra.
Brava Federica. Continua a sbatterci le corne, finché il muro non cadrà, e tu rimarrai sola, con le corna ormai distrutte e nessun muro su cui sbattere. Brava. Bravissima.
Questo venerdì appena passato, sono stata al Club1. Tavolo con Ste, Ele, Vale, Carlo, Andre, Chris, Diane (la mia amicona) e il fratello di Ste, Edo.
Arrivata nel locale alle 12.45, alle 3 stavo malissimo. Avevo bevuto troppo, a stomaco vuoto, e mescolando gli alcolici. Le tre cose peggiori da fare.
Ad un certo punto, Claudio sale al tavolo. Come logico, lo assalgo. Con la voce particolarmente ubriaca gli dico che non me ne frega niente se non mi vuole, se adesso non può, se é sposato, fidanzato, e cazzi e mazzi. Gli ho detto: "Io ho bisogno di te. Non ho voglia. Ho bisogno. Almeno dopo i 18anni."
Annuiva e sorrideva. Non diceva niente. Poi gli presi il viso tra le mani e lo guardai. Sorridendo mi disse: "Ok Babymancini." Scese dal tavolo. Dopo pochi minuti, feci per seguirlo. All'improvviso stetti male. Mi sentii stritolare lo stomaco. Corsi a chiamare un taxi per portarmi a casa. Stavo per chiudere la portiera, quando vomitai tutto quello che avevo nel fegato. Svenni.
Ha un anno in meno di me. Hanno iniziato a dirmi: "È innamorato di te. Non eri tu che dicevi che vuoi metterti la testa a posto? Vai!"
Si fa di coca con Pao. (Pao é un ragazzo particolarmente ricco della Scuola Americana, con cui ho anche scopato una volta. Avevo una cotta paurosa per lui da anni.) Chris si é limonato il peggio di Lugano. (tra cui le mie peggiori nemiche: Diane, Marianna, Chantal.) Esce tutti i weekend e beve molto. Non é affettuoso, per niente. E, problema più grande di tutti: non riesco, e sottolineo non riesco, a fare qualsiasi cosa sia oltre la pomiciata con lui. Non so perché. È così e basta. Non si fino a quanto possa durare questa storia. Ma ho una gran paura di fargli del male. E sono terrorizzata all'idea di perderlo.
Domenica 31 ottobre, notte di Halloween, ho festeggiato al Qube. Ero al tavolo con Chris, Andre, Pao, Ste (tutti amici di vecchia data a cui sono molto legata), Ele, Stella (la mia altra migliore amica), Vale e Carlo (gli altri componenti del mio gruppo).
Al tavolo affianco c'era Gabri. Con Luca. Con... solo a pensarci sto male... con Max.
Luca. Il mio Luca. Con Max. Quel Max. Il Max tanto fumo e niente arrosto.
Per tutta la serata mi sono sforzata di non cagarli, di divertirmi per conto mio, ma quando Chris se n'é andato, Max mi ha chiesto di andare di sopra in sala fumatori.
Mi sono seduta accavallata su di lui. Lo mordevo: l'orecchio, vicino alle labbra, il naso. Continuava a dirmi: "Baciami." e io gli dicevo che non se li meritava, che lui continuava a paccarmi, che io ci tenevo davvero a lui, e che avrei veramente provato ad avere qualcosa di serio con lui, ma che magari io non significavo abbastanza per lui. Mi baciò. Di forza. Mi prese dietro la testa, con le dita incastrate tra i capelli e mi spinse a sè. Non riuscivo a staccarmi. Non ne avevo le forze. Non so quanto durò, ma ad un certo punto mi staccai. Mi alzai e corsi via. Non se lo meritava. Per niente! Cazzo! Quante volte: "Vengo da te" e non l'ho mai visto, quante volte "ti adoro" e nessuna dimostrazione. Troppe. Io non sono qui a fare la bambolina di turno. Cazzo! Me ne andai nella lounge a fumarmi una sigaretta. Mi raggiunse.
Si tolse una catenella dal collo con un ciondolo ed un anello, strappò una delle mie collane con un campanellino, ci infilò l'anello, si rimise la sua, e mi mise la mia con il suo anello attaccato dicendomi: "Una promessa é una promessa. Ti adoro." Non dissi parola. Non ebbi neanche il coraggio di battere le palpebre. Stetti li, un buon 30secondi. Immobile. Arrivò Ste strattonandomi dicendo di andare al Club1.
Una settimana dopo. Di Max, neanche un'ombra.
Brava Federica. Continua a sbatterci le corne, finché il muro non cadrà, e tu rimarrai sola, con le corna ormai distrutte e nessun muro su cui sbattere. Brava. Bravissima.
Questo venerdì appena passato, sono stata al Club1. Tavolo con Ste, Ele, Vale, Carlo, Andre, Chris, Diane (la mia amicona) e il fratello di Ste, Edo.
Arrivata nel locale alle 12.45, alle 3 stavo malissimo. Avevo bevuto troppo, a stomaco vuoto, e mescolando gli alcolici. Le tre cose peggiori da fare.
Ad un certo punto, Claudio sale al tavolo. Come logico, lo assalgo. Con la voce particolarmente ubriaca gli dico che non me ne frega niente se non mi vuole, se adesso non può, se é sposato, fidanzato, e cazzi e mazzi. Gli ho detto: "Io ho bisogno di te. Non ho voglia. Ho bisogno. Almeno dopo i 18anni."
Annuiva e sorrideva. Non diceva niente. Poi gli presi il viso tra le mani e lo guardai. Sorridendo mi disse: "Ok Babymancini." Scese dal tavolo. Dopo pochi minuti, feci per seguirlo. All'improvviso stetti male. Mi sentii stritolare lo stomaco. Corsi a chiamare un taxi per portarmi a casa. Stavo per chiudere la portiera, quando vomitai tutto quello che avevo nel fegato. Svenni.
lunedì 11 ottobre 2010
Un sabato ti odio. Il sabato dopo ti amo. Le tue ultime parole? "Io ci tengo davvero a te, ma non te lo dimosterò mai, perché non sono capace. Io sono un insensibile."
Io ti voglio. Ti voglio e ti voglio bene. Ti voglio... bene. Voglio te Claudio. Ti voglio. Il tuo profumo addosso, il tuo odore nel letto, le tue labbra sulle mie, le tue mani tra i miei capelli, il tuo respiro sul collo, sentire il tuo peso addosso. Io ti voglio. Non riuscirò mai ad aspettare fino a marzo.
Io ti voglio. Ti voglio e ti voglio bene. Ti voglio... bene. Voglio te Claudio. Ti voglio. Il tuo profumo addosso, il tuo odore nel letto, le tue labbra sulle mie, le tue mani tra i miei capelli, il tuo respiro sul collo, sentire il tuo peso addosso. Io ti voglio. Non riuscirò mai ad aspettare fino a marzo.
sabato 2 ottobre 2010
Confusion mood.
Mi sembra sempre di non essere capita.
Sembra sempre che qualsiasi cosa io faccia, non vada bene. Per Ele, per Paola, per mamma, per Michele. Qualsiasi cosa. Io e Michelle dovevamo andare a Como stasera, al CFC, perché oggi torna Luca dai 3 mesi di animazione, per vedere com'é sto CFC di cui parlano tutti, per andare in un posto nuovo. Alla fine non siamo potete andarci perché abbiamo avuto problemi con il passaggio. Bhe, Ele si é incazzata tantissimo perché, GIUSTAMENTE, dice che non devo inseguire gli uomini. Ma come cazzo faccio? Claudio dice tanto: "non scrivermi" però la sera dopo mi dice che ricevere i miei messaggi gli piace da morire, Nicolò si fa sentire in continuazione, viene a Lugano, ma sembra non smuoversi... Credo che la nostra storia, per lui, sia davvero finita. Luca é capace solo di dire: "scopami", ma poi non fa niente e sono sempre io a dover cercare lui. Max, non parliamone.. "vengo a Lugano" detto 10 volte... mai visto. Come faccio a non seguirli? Se non li seguo io non mi cagherebbero più, ne sono certa. Ma io ho bisogno di sentirmi uomini addosso. Ho bisogno di sentire che gli uomini mi vogliano. Ho una mancanza di figura maschile nella mia vita, é colpa mia? Ehcheccazzo!
Ele ha ragione. È questo che mi da fastidio. Che Ele ha ragione. Se non li cago e non mi cercano, vuol dire che non mi volevano veramente. Voglio proprio vedere. Max, ha CHIUSO. Max mi ha veramente sfracassato le palle. Nicolò pure. Mi farà pure un effetto assurdo vederlo, ma quel che é passato é passato. La vita va avanti. È stato bello finché é durato. Luca... Luca non posso lasciarlo andare. Ci tengo parecchio, nonostante alla fine sia solo uno che mi sono scopata un po' di volte. Luca mi ha sempre fatto effetto. Bhe, sai cosa c'é di nuovo? Vuoi scoparmi? Prendi la macchina e mi vieni a cercare! Tié! Con Claudio invece... con Claudio no. Claudio in questo momento é quello che vale più di tutti gli altri. Claudio é quello che con un dito può far sparire dalla mia testa tutto l'ammasso di uomini con cui "mi sento". Claudio... Claudio, perché proprio te non posso avere? L'unico che voglio davvero, e l'unico che non posso seriamente avere. Destino crudele. Destino bastardo. A marzo saranno 18. E li che succederà? Claudio ci sarà ancora? Brutta domanda. Solo a pensarla e a scriverla, ecco che mi arriva il nodo in gola e il blocco allo stomaco. Claudio, Claudio, ti prego. Restami vicino. Resisti, ti prego. Ho bisogno di te.
Ele ha ragione. punto. Io sto con Andrea ora. Sarà pure il mio migliore amico da anni, sarà pure che non é proprio una relazione molto seria, ma mi basta lui. Con Andre sto bene. E chi lo sa che magari da una "prova" non nasce davvero qualcosa? Mamma adora Andrea. Gli amici e le amiche di mamma adorano Andrea. I miei amici adorando Andrea. Io adoro Andrea. Perché non mi innamoro di lui? Perché non ce la faccio? Innamorarmi. Non chiedo tanto. Innamorarmi, ed essere ricambiata. Poter finalmente dire: "ti amo" e crederci veramente. No bhe, magari quello é tanto, ma comunque. Poter avere un uomo, e che mi basti quello. Un uomo che sia capace di darmi tutto quello di cui ho bisogno, senza che debba andare a cercare altrove. Un uomo come era Nico. Quanto ero innamorata... Pfh. Non avevo occhi che per lui. Sarei stata capace di traferirmi, cambiare amicizie, modo di essere, di vestirmi, di parlare. Sarei stata capace di fare tutto per lui. Era Nico. L'unico. Quello che mi rendeva felice, sempre, ovunque. Felice anche quando si litigava, perché lo adoravo. Adoravo quel ragazzo. Pagherei per poter tornare indietro. Per poter fare qualcosa di diverso, dire qualcosa in meno o in più, fargli capire quanto ci tenevo. È tardi. Il passato é passato. Andrea, perché non mi prendi come mi aveva fatto prendere Nico? Lo so! Perché Andre so che é li. So che gli piaccio come sono. So che é troppo buono. So che qualsiasi cosa succeda, si rimarrebbe comunque amici e mi vorrebbe comunque bene. So che non é Nico. Basta! Cosa mi prende? Claudio, Nico, Andrea, Luca. Quattro nomi. Quattro uomini. Quattro storie diverse. Costretta a sceglierne UNO. Oddio. Se mi dovessero chiedere: "chi sceglieresti rinunciando agli altri tre?"... Panico. Giuro che non saprei cosa dire. Credo che direi Claudio. O forse Nico. O Andrea. Luca non credo. No Luca no. Andrea. Claudio. Andrea o Claudio? 16enne innamorato perso di me, da cui puoi avere tutto, che conosci meglio delle tue tasche, o 36enne "misterioso", maturo che ti intriga perché non puoi averlo? Brutta cosa. Mi viene in mente la frase: "Voi donne vi lamentate che i ragazzi sono stronzi, però quando ne avete uno che vi tratta da principesse lo mandate a cagare, perché dentro dentro voi amate gli stronzi." Quanto é vera. QUANTO. Più non puoi avere una cosa, e più la vuoi. È la regola, no?! Claudio é quel qualcuno che non posso avere e in più é stronzo. Brutto mix. Mix che uccide. Che confusione. Ho bisogno di dormirci su. Domani vado a Milano con le ragazze. Mentre lo shoppingano in giro, avrò modo di pensarci. Spero che entro domani sera trovo una soluzione. Claudio o Andrea. Di sicuro uno dei due. E di sicuro sarà Andrea... finché non si farà sentire Luca. Finché non sarà marzo, quando si farà (se si farà) sentire Claudio. Finché Nico mi respinge, perché se non lo fa, io non so resistergli. Bene. Sono molto organizzata. Brava Alice. Brava.
Che confusione, sarà perché ti amo.
È un'emozione, che sale piano piano.
Stringimi forte, e stammi più vicino.
Marzapane.
Sembra sempre che qualsiasi cosa io faccia, non vada bene. Per Ele, per Paola, per mamma, per Michele. Qualsiasi cosa. Io e Michelle dovevamo andare a Como stasera, al CFC, perché oggi torna Luca dai 3 mesi di animazione, per vedere com'é sto CFC di cui parlano tutti, per andare in un posto nuovo. Alla fine non siamo potete andarci perché abbiamo avuto problemi con il passaggio. Bhe, Ele si é incazzata tantissimo perché, GIUSTAMENTE, dice che non devo inseguire gli uomini. Ma come cazzo faccio? Claudio dice tanto: "non scrivermi" però la sera dopo mi dice che ricevere i miei messaggi gli piace da morire, Nicolò si fa sentire in continuazione, viene a Lugano, ma sembra non smuoversi... Credo che la nostra storia, per lui, sia davvero finita. Luca é capace solo di dire: "scopami", ma poi non fa niente e sono sempre io a dover cercare lui. Max, non parliamone.. "vengo a Lugano" detto 10 volte... mai visto. Come faccio a non seguirli? Se non li seguo io non mi cagherebbero più, ne sono certa. Ma io ho bisogno di sentirmi uomini addosso. Ho bisogno di sentire che gli uomini mi vogliano. Ho una mancanza di figura maschile nella mia vita, é colpa mia? Ehcheccazzo!
Ele ha ragione. È questo che mi da fastidio. Che Ele ha ragione. Se non li cago e non mi cercano, vuol dire che non mi volevano veramente. Voglio proprio vedere. Max, ha CHIUSO. Max mi ha veramente sfracassato le palle. Nicolò pure. Mi farà pure un effetto assurdo vederlo, ma quel che é passato é passato. La vita va avanti. È stato bello finché é durato. Luca... Luca non posso lasciarlo andare. Ci tengo parecchio, nonostante alla fine sia solo uno che mi sono scopata un po' di volte. Luca mi ha sempre fatto effetto. Bhe, sai cosa c'é di nuovo? Vuoi scoparmi? Prendi la macchina e mi vieni a cercare! Tié! Con Claudio invece... con Claudio no. Claudio in questo momento é quello che vale più di tutti gli altri. Claudio é quello che con un dito può far sparire dalla mia testa tutto l'ammasso di uomini con cui "mi sento". Claudio... Claudio, perché proprio te non posso avere? L'unico che voglio davvero, e l'unico che non posso seriamente avere. Destino crudele. Destino bastardo. A marzo saranno 18. E li che succederà? Claudio ci sarà ancora? Brutta domanda. Solo a pensarla e a scriverla, ecco che mi arriva il nodo in gola e il blocco allo stomaco. Claudio, Claudio, ti prego. Restami vicino. Resisti, ti prego. Ho bisogno di te.
Ele ha ragione. punto. Io sto con Andrea ora. Sarà pure il mio migliore amico da anni, sarà pure che non é proprio una relazione molto seria, ma mi basta lui. Con Andre sto bene. E chi lo sa che magari da una "prova" non nasce davvero qualcosa? Mamma adora Andrea. Gli amici e le amiche di mamma adorano Andrea. I miei amici adorando Andrea. Io adoro Andrea. Perché non mi innamoro di lui? Perché non ce la faccio? Innamorarmi. Non chiedo tanto. Innamorarmi, ed essere ricambiata. Poter finalmente dire: "ti amo" e crederci veramente. No bhe, magari quello é tanto, ma comunque. Poter avere un uomo, e che mi basti quello. Un uomo che sia capace di darmi tutto quello di cui ho bisogno, senza che debba andare a cercare altrove. Un uomo come era Nico. Quanto ero innamorata... Pfh. Non avevo occhi che per lui. Sarei stata capace di traferirmi, cambiare amicizie, modo di essere, di vestirmi, di parlare. Sarei stata capace di fare tutto per lui. Era Nico. L'unico. Quello che mi rendeva felice, sempre, ovunque. Felice anche quando si litigava, perché lo adoravo. Adoravo quel ragazzo. Pagherei per poter tornare indietro. Per poter fare qualcosa di diverso, dire qualcosa in meno o in più, fargli capire quanto ci tenevo. È tardi. Il passato é passato. Andrea, perché non mi prendi come mi aveva fatto prendere Nico? Lo so! Perché Andre so che é li. So che gli piaccio come sono. So che é troppo buono. So che qualsiasi cosa succeda, si rimarrebbe comunque amici e mi vorrebbe comunque bene. So che non é Nico. Basta! Cosa mi prende? Claudio, Nico, Andrea, Luca. Quattro nomi. Quattro uomini. Quattro storie diverse. Costretta a sceglierne UNO. Oddio. Se mi dovessero chiedere: "chi sceglieresti rinunciando agli altri tre?"... Panico. Giuro che non saprei cosa dire. Credo che direi Claudio. O forse Nico. O Andrea. Luca non credo. No Luca no. Andrea. Claudio. Andrea o Claudio? 16enne innamorato perso di me, da cui puoi avere tutto, che conosci meglio delle tue tasche, o 36enne "misterioso", maturo che ti intriga perché non puoi averlo? Brutta cosa. Mi viene in mente la frase: "Voi donne vi lamentate che i ragazzi sono stronzi, però quando ne avete uno che vi tratta da principesse lo mandate a cagare, perché dentro dentro voi amate gli stronzi." Quanto é vera. QUANTO. Più non puoi avere una cosa, e più la vuoi. È la regola, no?! Claudio é quel qualcuno che non posso avere e in più é stronzo. Brutto mix. Mix che uccide. Che confusione. Ho bisogno di dormirci su. Domani vado a Milano con le ragazze. Mentre lo shoppingano in giro, avrò modo di pensarci. Spero che entro domani sera trovo una soluzione. Claudio o Andrea. Di sicuro uno dei due. E di sicuro sarà Andrea... finché non si farà sentire Luca. Finché non sarà marzo, quando si farà (se si farà) sentire Claudio. Finché Nico mi respinge, perché se non lo fa, io non so resistergli. Bene. Sono molto organizzata. Brava Alice. Brava.
Che confusione, sarà perché ti amo.
È un'emozione, che sale piano piano.
Stringimi forte, e stammi più vicino.
Marzapane.
sabato 11 settembre 2010
Buonasera.
Chiedo perdono per la mia assenza, ma in questi giorni, con l'inizio della scuola, sono molto incasinata, e avevo lasciato il pc a casa di papà. Bhe, ora sono tornata. I'M BACK! Yeah. Proprio in questo momento però non posso scrivere.. devo prepararmi per la serata. Stasera tanta roba a Lugano. Gran festa al Lido, festa privata con Dj Antoine al Mantegazza e Club1 per chiudere in bellezza. Claudio. Club1 = Claudio. Ieri gli ho dedicato una frase letta in un libro. Ve la scrivo nel prossimo post.
Marzapane.
Chiedo perdono per la mia assenza, ma in questi giorni, con l'inizio della scuola, sono molto incasinata, e avevo lasciato il pc a casa di papà. Bhe, ora sono tornata. I'M BACK! Yeah. Proprio in questo momento però non posso scrivere.. devo prepararmi per la serata. Stasera tanta roba a Lugano. Gran festa al Lido, festa privata con Dj Antoine al Mantegazza e Club1 per chiudere in bellezza. Claudio. Club1 = Claudio. Ieri gli ho dedicato una frase letta in un libro. Ve la scrivo nel prossimo post.
Marzapane.
domenica 5 settembre 2010
Ultimo weekend estivo. Venerdì 4, sabato 5. Finito tutto. Addio. Che poi fosse stato un bel weekend... Invece no, per niente. Un casino dopo l'altro. Giovedì sera, serata libera di Claudio, in cui si ubriaca e diventa molto affettivo, io non sono potuta uscire. Il che vuol dire che l'affetto l'avrà dato a qualcun'altra, il che é insopportabile da pensare. Ho sopportato e me ne sono andata a casa. Venerdì mattina scuola. Ho incontrato Alessandra, una vecchia compagna delle medie che ha "illustrato" a me ed Ele la nuova scuola. La gente, i professori, i posti, le regole, ecc ecc. Siamo state insieme tutte e tre, per tutto il pomeriggio a chiacchierare in un baretto del centro. Verso le 4 mi chiama Andrea dicendomi che stava arrivando Tia da Zurigo. Tia va in collegio a Zurigo e torna ogni venerdì pomeriggio. Allora mi incontrai con Andre, salutai Ele ed Ale, e andai verso la stazione. Andrea lo conoscevo da ormai 6 anni, se non di più. Ha un anno in meno di me, e dopo tutto questo tempo, posso dire di ritenerlo il mio migliore amico numero uno. In ogni caso: prendiamo Tia, io vado a casa e mi preparo per la serata. Mi raggiungono Ele ed Ale a casa mia, ci prepariamo e scendiamo. Andiamo un salto al bar e poi dirette al Club1. Claudio non c'era. Andiamo in cucina, Tia e Andre prendono una bottiglia di Havana e iniziamo a scolarcela tutti quanti. Continuavo ad uscire ma di Cla neanche l'ombra. Poi mi ricordai: Sabato mattina aveva gli esami. Mi misi il cuore in pace e tornai dentro. Incontrai Gabri fuori, gli chiesi se aveva visto Ele e mi disse: "È proprio qui dentro a litigare con Leo." Aprii la porta e vidi Ele urlare addosso a Leo: "Non ci devi provare stronzo! Vaffanculo! Vattene da qui che se no ti ammazzo!" Leo si incamminò di corsa verso la porta e uscendo mi diede una leggera spintonata con la spalla, mi girai e urlando lo insultai e gli dissi di sparire. Ele uscì incazzata nera e mi disse una frase che non avrebbe mai dovuto dirmi: "Mi ha tirato uno schiaffo quello stronzo!" In quel momento mi sono sentita l'adrenalina salire lungo la schiena e ho iniziato a camminare a passo veloce verso Leo. Mi guardò quando ero quasi a 5metri da lui ma mi sentii strattonare all'indietro e mi ritrovai bloccata tra le braccia di qualcuno. Era Andrea, che continuava a dirmi di stare calma che se no succedevano casini. Mi baciava. E mi ribaciava. Non ci facevo neanche caso, l'unica cosa che volevo in quel momento era prendere a pugni Leo. Ele stava discutendo con Tia, perché lui, innamorato perso di lei, le fa le scenate di gelosia. "Non puoi andare li e limonarti quel Gabriele di merda sennò lo ammazzo, non puoi farti mettere le mani addosso dai tuoi ex.." Ele non lo stava nemmeno ascoltando, glielo leggevo in faccia. Aveva solo voglia di andare ad ubriacarsi. Mi staccai da Andre, presi Ele ed entrammo. Incrociammo Alessandra che andava a casa con un'amica. La salutammo ed entrammo a ballare. Dopo poco Ele era con Gabri e io con Andrea. Andrea mi abbracciava, mi stringeva, fino a quando non mi disse che voleva stare con me. Si bloccò tutto. Lo guardai, e senza mezze misure gli dissi: "Ti farei solo del male. Non se ne parla." La prese malissimo, se ne andò e nonostante gli corressi dietro, non si fermava neanche a morire. Lo lasciai andare. Lasciai le mie chiavi di casa ad Ele e le dissi che lei sarebbe arrivata a casa prima di me. "Dove vai e con chi?" mi chiese. Le dissi a fare colazione. Uscii dal locale. Tia mi chiamò da un taxi. "Vieni da me." Non so che cosa mi prese, ma salii sul taxi. Andai a casa sua. Era una casa enorme e la sua stanza era quasi inquietante talmente era grande e bianca. Tentò di limonarmi, all'inizio andava ancora, ma dopo poco iniziò ad allungare le mani. Mi alzai bruscamente e gli dissi: "Tu sei uno dei primi che dice in giro che sono una puttana qui a Lugano. Bhe, se io fossi quello che voi tutti dite, sarei stata qui a farti di tutto. Buona notte." Uscii di corsa dalla casa e chiamai un taxi. Arrivai, porta, letto, boom: crollata.
Sabato sera. Quanto mi piacciono queste due paroline insieme. Sabato già mi piace di suo, ma sabato sera é proprio: wow! Ero a cena con mamma e due sue amiche, ci raggiunse Ele ed andammo tutte insieme al bar dopo cena. Ci raggiunsero Stefy e Nati. Stefy era una ragazza che frequentavo ai tempi di Nicolò. Lei era la fidanzata di uno dei migliori amici di Nico, e quindi me la ritrovavo spesso in giro. Negli ultimi mesi avevamo legato parecchio ed ero felice di vederla. Andammo tutte insieme al Club1. Claudio non c'era. Mi stavo incazzando. Non lo sentivo da giorni e giorni, avevo ancora il suo cazzo di regalo impacchettato sulla scrivania, e non vederlo mi stava facendo imbestialire. Tia, Andre e Boris, un altro del gruppetto, avevano il tavolo e ci avevano invitato. Arrivò la magnum di Belv che non so come finì in neanche un ora. La testa mi girava tantissimo, continuavo a ballare come una dannata e a cantare a squarciagola. Verso le 3, la situazione esplose. Andrea cercava di baciarmi, mi diceva che ha bisogno di me, che mi vuole, che io non sto con lui solo perché ha un anno in meno, e un altro ammasso di stronzate. Mi incazzai ulteriormente. Gli dissi che io sarei anche stata capace di stare con lui, ma che lo avrei riempito di corna da mattina a sera e che avrebbe sofferto come una cane. Gli urlai che lo adoravo ma che non si poteva avere una relazione. Punto. Si incazzò di nuovo e sparì. Ele verso le 3.30 decise di andare a casa per la stanchezza. Uscimmo io, lei e la Fede, una nostra ex amica di scuola. Ele prese il taxi e io e la Fede restammo fuori a fumarci una sigaretta. Intravisi Claudio tra la mischia di gente che voleva entrare. Mi vide e camminò verso di me. Gli chiesi degli esami, mi disse: "Male." e se ne andò. Bello. Se prima ero incazzata, ora ero incazzata e delusa. Un brutto mix. Rientrammo, e si fecero le 5. Chiesi a Sandro, il DJ del locale, se poteva portarmi a casa. Mi disse che non c'era problema. Salii in macchina e mi disse: "Andiamo a fare colazione da Sarelli." Sarelli era un ragazzo pieno di soldi che viveva nella bella zona di Lugano. Si era fatto tutte le più fighe della città e mi guardava sempre male. Gli dissi che non mi andava ma mi costrinse. Mi ritrovai in un salotto con gente in coma sui divani, un cumulo di fumo sopra le nostre testa, un odore pesantissimo di marijuana. C'era un certo tizio che continuava a strusciare la mano sulla mia gamba, e mi offriva da bere e la canna di turno. Gli continuavo a dire che ero già abbastanza in coma. Dopo 10 minuti non ce la facevo più. Scrissi a Claudio sperando che il tempo passasse. Gli dissi che ero a casa di Sarelli, che volevo sotterrare e che avevo paurissima essendo l'unica donna. Non rispose. Dopo 5 minuti mi arrivò un messaggio: "Esci." Salutai tutti e me ne uscii da quella casa alla velocità della luce. Arrivai fuori e vidi Claudio che mi aspettava. Salii in macchina. Gli raccontai del weekend e si incazzò. Disse che non dovevo andare a casa di Tia anche se non ci ho fatto niente, che non doveva portarmi a casa il DJ anche se non ci ho fatto niente, che non dovevo andare a casa di Sarelli anche se non avevo fatto niente, perché alla gente sarebbe bastato: "La Mancini é andata a casa di tizio con caio" e da li sarei stata una puttana. Mi misi a piangere, fermò la macchina e mi strinse a sè. Mi prese il viso tra le mani, mi baciò il naso, e poi mi baciò. Era da troppo tempo che non lo baciavo, e in quel momento mi sentivo leggera come una briciola di pane. Restammo li per un buon 40 minuti, anche solo a guardarci negli occhi e dirci "stronzo", "stronza tu... é colpa tua!" Ad un certo punto mi disse la solita frase del: "Metti che noi due facciamo l'amore. Bello, fantastico. E poi? E poi cosa?" Lo diceva spesso, allora io gli dissi che mi ero imposta di attendere i miei 18 anni, e che così avrei fatto. "Io aspetto marzo del 2011. Se ci sei, ringrazio il cielo, se non ci sarai, sti cazzi. Io ti aspetterò Claudio, lo sai. Lo dico, lo ripeto e lo ripeterò ancora. Io ti voglio. Ora non si può? Si può solo quando sarò maggiorenne? Aspetto." Dopo questa frase non disse nulla. Si limitò a baciarmi e dirmi: "Mancini ti voglio davvero bene." Arrivati sotto casa, scesi dalla macchina, mi appoggiai al suo finestrino, lo baciai e lui mi disse: "Marzo Mancini... Marzo." Sorrisi, e andai in casa. Mi addormentai con le lacrime agli occhi e un sorriso da 360 denti.
Marzapane.
Sabato sera. Quanto mi piacciono queste due paroline insieme. Sabato già mi piace di suo, ma sabato sera é proprio: wow! Ero a cena con mamma e due sue amiche, ci raggiunse Ele ed andammo tutte insieme al bar dopo cena. Ci raggiunsero Stefy e Nati. Stefy era una ragazza che frequentavo ai tempi di Nicolò. Lei era la fidanzata di uno dei migliori amici di Nico, e quindi me la ritrovavo spesso in giro. Negli ultimi mesi avevamo legato parecchio ed ero felice di vederla. Andammo tutte insieme al Club1. Claudio non c'era. Mi stavo incazzando. Non lo sentivo da giorni e giorni, avevo ancora il suo cazzo di regalo impacchettato sulla scrivania, e non vederlo mi stava facendo imbestialire. Tia, Andre e Boris, un altro del gruppetto, avevano il tavolo e ci avevano invitato. Arrivò la magnum di Belv che non so come finì in neanche un ora. La testa mi girava tantissimo, continuavo a ballare come una dannata e a cantare a squarciagola. Verso le 3, la situazione esplose. Andrea cercava di baciarmi, mi diceva che ha bisogno di me, che mi vuole, che io non sto con lui solo perché ha un anno in meno, e un altro ammasso di stronzate. Mi incazzai ulteriormente. Gli dissi che io sarei anche stata capace di stare con lui, ma che lo avrei riempito di corna da mattina a sera e che avrebbe sofferto come una cane. Gli urlai che lo adoravo ma che non si poteva avere una relazione. Punto. Si incazzò di nuovo e sparì. Ele verso le 3.30 decise di andare a casa per la stanchezza. Uscimmo io, lei e la Fede, una nostra ex amica di scuola. Ele prese il taxi e io e la Fede restammo fuori a fumarci una sigaretta. Intravisi Claudio tra la mischia di gente che voleva entrare. Mi vide e camminò verso di me. Gli chiesi degli esami, mi disse: "Male." e se ne andò. Bello. Se prima ero incazzata, ora ero incazzata e delusa. Un brutto mix. Rientrammo, e si fecero le 5. Chiesi a Sandro, il DJ del locale, se poteva portarmi a casa. Mi disse che non c'era problema. Salii in macchina e mi disse: "Andiamo a fare colazione da Sarelli." Sarelli era un ragazzo pieno di soldi che viveva nella bella zona di Lugano. Si era fatto tutte le più fighe della città e mi guardava sempre male. Gli dissi che non mi andava ma mi costrinse. Mi ritrovai in un salotto con gente in coma sui divani, un cumulo di fumo sopra le nostre testa, un odore pesantissimo di marijuana. C'era un certo tizio che continuava a strusciare la mano sulla mia gamba, e mi offriva da bere e la canna di turno. Gli continuavo a dire che ero già abbastanza in coma. Dopo 10 minuti non ce la facevo più. Scrissi a Claudio sperando che il tempo passasse. Gli dissi che ero a casa di Sarelli, che volevo sotterrare e che avevo paurissima essendo l'unica donna. Non rispose. Dopo 5 minuti mi arrivò un messaggio: "Esci." Salutai tutti e me ne uscii da quella casa alla velocità della luce. Arrivai fuori e vidi Claudio che mi aspettava. Salii in macchina. Gli raccontai del weekend e si incazzò. Disse che non dovevo andare a casa di Tia anche se non ci ho fatto niente, che non doveva portarmi a casa il DJ anche se non ci ho fatto niente, che non dovevo andare a casa di Sarelli anche se non avevo fatto niente, perché alla gente sarebbe bastato: "La Mancini é andata a casa di tizio con caio" e da li sarei stata una puttana. Mi misi a piangere, fermò la macchina e mi strinse a sè. Mi prese il viso tra le mani, mi baciò il naso, e poi mi baciò. Era da troppo tempo che non lo baciavo, e in quel momento mi sentivo leggera come una briciola di pane. Restammo li per un buon 40 minuti, anche solo a guardarci negli occhi e dirci "stronzo", "stronza tu... é colpa tua!" Ad un certo punto mi disse la solita frase del: "Metti che noi due facciamo l'amore. Bello, fantastico. E poi? E poi cosa?" Lo diceva spesso, allora io gli dissi che mi ero imposta di attendere i miei 18 anni, e che così avrei fatto. "Io aspetto marzo del 2011. Se ci sei, ringrazio il cielo, se non ci sarai, sti cazzi. Io ti aspetterò Claudio, lo sai. Lo dico, lo ripeto e lo ripeterò ancora. Io ti voglio. Ora non si può? Si può solo quando sarò maggiorenne? Aspetto." Dopo questa frase non disse nulla. Si limitò a baciarmi e dirmi: "Mancini ti voglio davvero bene." Arrivati sotto casa, scesi dalla macchina, mi appoggiai al suo finestrino, lo baciai e lui mi disse: "Marzo Mancini... Marzo." Sorrisi, e andai in casa. Mi addormentai con le lacrime agli occhi e un sorriso da 360 denti.
Marzapane.
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